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Diadochi
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I mwbqdiàdochi (mwbgin greco antico διάδοχοι?, diádochoi, "successori", dal verbo διαδέχομαι, "ereditare, essere successore") furono i generali mwbwmacedoni che alla morte di mwcaAlessandro Magno (mwcq323 a.C.) si contesero il controllo del suo mwcgimpero nelle sei mwcwguerre dei diadochi. Al termine dei conflitti era nato attorno al mwdamar Mediterraneo un sistema politico che durò fino all'arrivo dei mwdqRomani.
I "diadochi" propriamente detti sono i generali di Alessandro, mentre i loro figli e discendenti prendono più propriamente il nome di mwdwmweaepigoni (mweqin greco antico Ἐπίγονοι?, Epìgonoi, "discendenti").cite-ref-1[1]
Nel mwfwRegno di Macedonia, il titolo di "diadoco" era riservato al principe ereditario e successore presuntivo alla corona.
Contents
• Storia
• Eredità
• Note
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Cronologia degli eventi
• 323/mwia322 a.C. – mwiqGuerra lamiaca
• mwlw321 a.C. – mwmaCongresso di Triparadiso e riorganizzazione dell'impero tra i diadochi sopravvissuti
• mwmg318 a.C. – mwmwFilippo Arrideo ed mwnaEuridice sono fatti uccidere per ordine di mwnqOlimpiade.
• mwnw317 a.C. – mwoaPoliperconte proclama la "libertà dei Greci".
• mwog312 a.C. – mwowBattaglia di Gaza: Demetrio viene sconfitto da mwpaTolomeo I consegnando a Seleuco il controllo della Babilonia
• mwpg310 a.C. – mwpwAlessandro IV e Rossane sono assassinati da mwqaCassandro I, fine dell'antica casa reale macedone
• mwqg309 a.C. – Poliperconte assume il titolo di stratego del Peloponneso per mano di Cassandro, in cambio dell'assassinio di Eracle, figlio illegittimo di Alessandro Magno.
• mwsa301 a.C. – Morte di Antigono nella mwsqbattaglia di Ipso
• mwtw276 a.C. – Fine dell'epoca dei Diadochi
Storia
mwwaAlessandro Magno morì il 10 giugno mwwq323 a.C. a mwwgBabilonia: sul letto di morte diede il proprio anello con sigillo reale al suo amico mwwwPerdicca, riferendogli, secondo la tradizione, che il regno sarebbe dovuto andare al più forte dei suoi generali. Tuttavia, egli non specificò chi dei suoi ritenesse il più forte. Forse non riuscì a pronunciarsi per via della fortissima febbre, oppure non era certo. Così, tutti i suoi comandanti, veterani della guerra di conquista dell'Oriente, si trovarono a dover decidere chi di loro sarebbe succeduto ad Alessandro.
Perdicca voleva attendere per vedere se mwxqRossane, la sposa di Alessandro che era incinta e prossima al parto, avrebbe dato alla luce un figlio maschio che potesse succedere ad Alessandro: Perdicca intendeva prendere poi la reggenza per questo bambino e regnare in sua vece, ottenendo a questo scopo il sostegno nella cavalleria dell'esercito macedone, nella quale la nobiltà aveva un peso maggiore. Sorse invece il dissenso tra le file della fanteria, in particolare della mwxgfalange macedone, che, in un'assemblea militare, decise di proclamare re il fratello minorato di Alessandro, salito al trono col nome di mwxwFilippo III Arrideo. Poco dopo, Rossane diede alla luce un maschio e così Perdicca e i principali comandanti, col consenso di Filippo III, convinsero l'esercito ad accettare che anche il bambino fosse proclamato re, col nome di mwyaAlessandro IV.
A nome del figlio di Alessandro, Perdicca diede inizio a una spartizione delle mwygsatrapie dell'impero tra i generali, allo scopo di tenerli lontani dalla capitale mwywBabilonia. La cosiddetta mwzaspartizione di Babilonia portò alla seguente suddivisione dei poteri: mwzqAntipatro, che aveva una certa influenza su Perdicca, tenne il titolo di mwzgstratega d'Europa col controllo della mwzwMacedonia e della mwaaGrecia, mwaqTolomeo ebbe l'mwagEgitto, mwawLisimaco ricevette la mwbaTracia, mwbqEumene di Cardia la mwbgCappadocia e la mwbwLicia, mentre mwcaPanfilia e mwcqPisidia andarono ad mwcgAntigono Monoftalmo; mwcwCratero, inizialmente trascurato, fu nominato rappresentante di entrambi i re, mentre mwdaSeleuco divenne il comandante della cavalleria di mwdqélite degli mwdgEteri.
Il reame di Alessandro fu in effetti spartito tra i suoi generali, ma rimase pur sempre un unico impero dal punto di vista formale. Del resto i diadochi, sebbene consci che il loro accordo non sarebbe stato di lunga durata, dovevano prima sopprimere le rivolte intestine scoppiate a seguito della morte di Alessandro, come la ribellione di soldati greci in mweaBattria e quella di mweqAtene nell'Egeo; la sconfitta di Atene fu inoltre un segnale importante che l'età delle mwegpolis era finita e che il futuro sarebbe stato segnato dai regni dei Diadochi e dalle confederazioni delle città-stato greche.
Ostilità fra i diadochi
Poco dopo i conflitti laboriosamente soppressi tornarono ad accendersi: Perdicca dovette affrontare una coalizione composta da Antipatro, Cratero, Antigono e Tolomeo, che non intendevano accettarne la supremazia; in particolare è possibile che Tolomeo pensasse già di separare il proprio territorio dall'impero e formare un regno indipendente. Nel mwfq321 a.C. Perdicca morì, ucciso da alcuni suoi ufficiali, mentre aveva tentato di entrare in Egitto con l'aiuto di Eumene ed era stato bloccato dalla piena del mwfgNilo; quello stesso anno i Diadochi tennero il mwfwcongresso di Triparadiso, che affidò la reggenza del regno a nome dei due re ad Antipatro; questi cedette la satrapia di Babilonia a Seleuco, uno degli ufficiali responsabili della morte di Perdicca, e incaricò Cratero di eliminare Eumene, che però lo sconfisse e uccise.
Morto Antipatro nel mwgq319 a.C., il mwggRegno di Macedonia passò al generale mwgwPoliperconte, il quale però dovette fronteggiare le pretese di mwhaCassandro I, figlio di Antipatro. Nel mwhq318 a.C. Poliperconte concesse agli Ateniesi la restaurazione della democrazia, ma l'anno successivo Cassandro occupò la città instaurandovi il governo del tiranno mwhgDemetrio del Falero. Nel mwhw316 a.C. Cassandro fece ricostruire Tebe, sanando la ferita della distruzione voluta da Alessandro quasi vent'anni prima. Nello stesso anno, mwiaAntigono Monoftalmo eliminò mwiqEumene assumendo il controllo dell'Asia Minore, mentre nel mwig315 a.C. scacciò mwiwSeleuco da Babilonia e ottenne il dominio su tutta l'Asia.
Nel mwjq312 a.C. Tolomeo sconfisse mwjgDemetrio I Poliorcete, figlio di Antigono Monoftalmo, nella mwjwbattaglia di Gaza e permise a Seleuco, esule in Egitto, di rientrare a Babilonia e ricostituire il suo dominio in Asia. L'anno successivo i Diadochi tentarono di stabilizzare la situazione riconoscendo provvisoriamente le posizioni acquisite da ciascuno negli anni precedenti, in attesa della maggiore età del figlio di Alessandro, il quale avrebbe dovuto salire al trono. Per eliminare un simile pretendente, Cassandro non esitò a fare assassinare il ragazzo (mwka311 a.C.).
Nel mwkg309 a.C., sconfitto Poliperconte, Cassandro si assicurò il regno di Macedonia e il controllo della Grecia. Tuttavia, nel mwkw307 a.C., mwlaDemetrio Poliorcete occupò Atene ponendo fine al governo di mwlqDemetrio del Falero e restaurando la democrazia.
Nel mwlw306 a.C. Demetrio Poliorcete sconfisse la flotta egiziana a Salamina di Cipro e suo padre Antigono colse l'occasione per proclamarsi re, ponendosi in questo modo al di sopra degli altri Diadochi e mirando alla riunificazione dell'impero sotto di sé. Gli altri Diadochi replicarono proclamandosi a loro volta re delle regioni sotto il loro controllo: mwmaTolomeo I in Egitto, mwmqSeleuco I in Mesopotamia e Persia, mwmgLisimaco in Tracia e Asia Minore, Cassandro in Macedonia.
Nel mwpw301 a.C., Seleuco e Lisimaco inflissero una dura sconfitta nella mwqabattaglia di Ipso ad Antigono Monoftalmo, che cadde sul campo, e a Demetrio Poliorcete. I territori dell'impero di Alessandro erano allora così spartiti: Cassandro regnava su Macedonia e Grecia, a Lisimaco andarono Tracia e Asia Minore occidentale, a Seleuco Siria, Babilonia e Asia Minore orientale, a Tolomeo l'Egitto, la Celesiria, la mwqqFenicia e la mwqgGiudea. Demetrio si ritirò nelle isole costituendo una potentissima flotta con cui proseguì la guerra.
Nel mwtq294 a.C. Demetrio Poliorcete occupò nuovamente Atene sottraendola al controllo della Macedonia e installandovi una propria guarnigione. Tuttavia, pochi anni dopo, nel mwtg288 a.C., Lisimaco e mwtwPirro, re dell'Epiro, sconfissero Demetrio costringendolo alla fuga dalla Grecia e Atene, sotto la guida di Olimpiodoro si rese nuovamente indipendente. Il regno di Macedonia fu inizialmente spartito fra i due vincitori, poi Lisimaco riuscì a scacciare Pirro rimanendo unico sovrano.
Lisimaco entrò presto in urto con Seleuco I e i due si mwuqaffrontarono a Corupedio nel mwug281 a.C. dove Lisimaco fu sconfitto e ucciso, permettendo a Seleuco I di unificare i suoi domini asiatici alla Macedonia.
La riunificazione dei due regni durò poco poiché nello stesso anno Seleuco I fu assassinato da mwvaTolomeo Cerauno, un esule dell'Egitto tolemaico che si era posto al suo servizio, il quale si installò sul trono di Macedonia. La sua usurpazione terminò due anni dopo, nel mwvq279 a.C. quando i mwvgCelti mwvwinvasero la Macedonia e la Grecia saccheggiando il mwwasantuario di Delfi. Tolomeo Cerauno cadde in battaglia affrontando gli invasori e così il trono di Macedonia finì nelle mani di mwwqAntigono Gonata, figlio di Demetrio Poliorcete, il quale assicurò il regno di Macedonia alla dinastia degli mwwgAntigonidi; questi ultimi regnarono fino alla conquista romana.
Eredità
Alla fine dell'età dei diadochi si erano stabilizzati tre grandi regni ellenistici: la Macedonia sotto i successori di Antigono (gli mwxqAntigonidi), l'impero dei mwxgSeleucidi in Siria, Mesopotamia e Persia, e l'Egitto (sotto i mwxwTolomei).
Questi stati, definiti mwyqSuccessori, furono il nucleo dell'mwygEllenismo, diffondendo la cultura e la civiltà greca nel mondo conosciuto e nei territori dell'est.
Ogni Stato ebbe il medesimo destino:
• la Macedonia, spopolata e impoverita, non rappresentando più la potenza militare di un tempo, venne conquistata da Roma in seguito alle mwzgguerre macedoniche, sfruttando i conflitti fra i Macedoni e le città greche;
• i Seleucidi controllavano il regno più vasto, ma anche quello più difficile da difendere e tenere unificato. Dovendo affrontare contemporaneamente la pressione dei mw0aParti sulla Persia, gli attacchi dei Tolemaici in Medio Oriente, le spinte secessioniste di varie satrapie fra cui, soprattutto, la mw0qBattria e le incursioni dei nomadi delle steppe come i mw0gSaka, il vasto impero si indebolì sempre più nei due secoli successivi. All'inizio del mw0wII secolo a.C. i Seleucidi, desiderosi di espandere la propria influenza a ovest col pretesto di difendere la Grecia dall'occupazione romana, vennero però sconfitti dai Romani giunti in soccorso del mw1aRegno di Pergamo. Delle sconfitte militari dei Seleucidi contro i Romani approfittarono i Parti, che occuparono sempre più la Persia sotto la dinastia degli mw1qArsacidi. Alla fine, il regno si ridusse alla sola Siria, che venne conquistata da mw1gGneo Pompeo;
• l'Egitto mantenne una certa forza economica e politica fino al mw2aI secolo a.C., quando la crescente potenza militare di Roma fece entrare il regno nell'influenza romana dopo l'occupazione della Siria. L'"alleanza" si incrinò dopo la morte di mw2qGiulio Cesare, perché il suo luogotenente mw2gMarco Antonio si installò ad mw2wAlessandria assieme alla regina mw3aCleopatra, mettendo in discussione il mw3qsecondo triumvirato e facendo temere a Roma che la capitale venisse spostata in una potenza straniera orientale. mw3gOttaviano, futuro imperatore, dichiarò guerra contro Cleopatra in nome della romanità, sconfisse le forze di Marco Antonio e Cleopatra nella mw3wbattaglia di Azio e si fece infine incoronare sovrano d'Egitto per non umiliare il paese dichiarandolo provincia, anche se, in sostanza, anche l'Egitto divenne conquista romana.
Note
cite-note-11. ↑ I nomi "diadochi" ed "epigoni" furono usati per la prima volta da mw5gJohann Gustav Droysen nell'opera mw5wGeschichte Alexanders des Großen (1833).
Bibliografia
• mw6wEdward Anson, Alexander's Heirs: The Age of the Successors, Wiley-Blackwell, 2014.
• mw7qM. M. Austin, The Hellenistic world from Alexander to the Roman conquest: a selection of ancient sources in translation, Cambridge, Cambridge University Press, 1994.
• mw8q(DE) Johann Gustav Droysen, Geschichte der Nachfolger Alexanders, Hamburg, Friedrich Perthes, 1836.
• mw8wGeorge Grote, A History of Greece: from the Earliest Period to the Close of the Generation Contemporary with Alexander the Great, XI, New, Londra, John Murray, 1869.
• mw9q(EN) Adolf Holm, The History of Greece from Its Commencement to the Close of the Independence of the Greek Nation, traduzione di Frederick Clarke, IV: The Graeco-Macedonian age, the period of the kings and the leagues, from the death of Alexander down to the incorporation of the last Macedonian monarchy in the Roman Empire, Londra; New York, Macmillan, 1898 [1894].
• mw9wGraham Shipley, The Greek World After Alexander, Routledge History of the Ancient World, New York, NY, Routledge, 2000.
• mw-qF.W. Walbank, The Hellenistic World, in The Cambridge Ancient History, VII. part I, Cambridge, 1984.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itdiadoco, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaGaetano De Sanctis., DIADOCHI, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1931.
• citerefdizionario-di-storiadiadoco, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Diadochoi, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.